La Bioenergetica
È una psicoterapia corporea sviluppata dai medici e psicoterapeuti americani Alexander Lowen e John Pierrakos nel 1953 per la cura dei disturbi psicofisici.
Sigmund Freud, l’inventore della psicanalisi, nei suoi approfondimenti sulla natura della psiche, ricorse alla definizione di “libido” o “energia psichica”; questo concetto ispirò uno dei suoi seguaci, Wilhelm Reich che, attraverso i suoi studi, arrivò fino alla focalizzazione dell’energia sessuale, ribattezzata da lui “energia orgonica” e ad una serie di concetti che, ripresi da Alexander Lowen, diverranno assi portanti della struttura teorica e tecnica della bioenergetica.
Lowen e Pierrakos elaborarono una tipologia formata da cinque caratteri basilari:
- Schizoide: contraddistinto dalla paura del contatto, le cui origini si perdono nel periodo neonatale;
- Orale: caratterizzato dalla paura del contatto a causa di mancanza di affetto parentale nel periodo infantile;
- Psicopatico: tendente ad azioni manipolative, sorte per la presenza di figure esigenti durante la sua infanzia;
- Masochista: distinto da una tendenza al sacrificio, motivata dalla mancanza di un bisogno d’indipendenza;
- Rigido: con una grande difficoltà ad amare e a farsi amare.
Ognuno di questi tipi è caratterizzato da un atteggiamento del corpo di natura difensiva.
Rispetto alle teorie reichiane, Lowen e Pierrakos ridimensionarono l’importanza della sessualità nella patologia e scoprirono il grounding.
Lo scopo della bioenergetica è quello di rendere consapevoli i pazienti sui loro abituali movimenti e sulle loro posture in associazione alle emozioni ad essi connessi.
La bioenergetica prevede una serie di esercizi atti a ridurre le tensioni muscolari, per consentire al corpo di riacquistare quella naturalezza perduta e, contemporaneamente, per ottenere una sorta di “liberazione” del problema emozionale che, in queste condizioni, può essere curato con maggior efficacia tramite l’ausilio di altre tecniche psicoterapeutiche.